Report Missione Pechino – workshop organizzato da CIQA (servizi fitosanitari cinesi) e Freshfel Europe, incontro con delegazione UE e riunione con responsabili commerciali Ambasciata Italiana, Pechino 29.10/02.11 2016
Il workshop “Understanding dynamics of Chinese and European fruit and vegetable trade”, organizzato congiuntamente da Freshfel, di cui Assomela è membro, e AQSIQ, i servizi fitosanitari cinesi, è stata l’occasione per un intenso scambio tra gli operatori europei, che incontrano notevoli difficoltà nell’esportare in Cina, e le autorità cinesi che si occupano della gestione dei protocolli di importazione e dei controlli della merce in arrivo nel paese. All’incontro hanno partecipato anche operatori cinesi, che a loro volta hanno presentato le loro difficoltà nell’importare in UE a causa della normativa che giudicano non solo rigidissima, ma oggettivamente difficile da rispettare.
Per l’Europa erano presenti operatori del settore F&V dei principali paesi produttori europei: Germania, Belgio, Olanda, Francia, Polonia e Italia. La delegazione italiana era composta da Giulia Montanaro, Simona Rubbi del CSO e Salvatore Laudani, in rappresentanza di Fruitimprese Sicilia e del comparto degli agrumi siciliano.
Dopo una breve introduzione da parte delle autorità cinesi sul sistema e sulle fasi che contraddistinguono l’apertura di un nuovo protocollo per importare F&V da un paese straniero (processo decisamente lungo e laborioso), ciascuno degli operatori europei presenti ha fatto presente le proprie esigenze.
- Italia: l’Italia ha riferito dell’ottima realizzazione che sta avendo l’applicazione del protocollo per l’importazione dei kiwi firmato con AQSIQ già qualche anno fa. Le esportazioni italiane crescono e il prodotto è decisamente apprezzato nel mercato. Per quanto riguarda gli agrumi, il protocollo con la Cina è stato firmato all’inizio della scorsa estate, ma la sua applicazione sta risultando più complessa del previsto: il ritardo nell’inviare le informazioni aggiuntive richieste da AQSIQ alle autorità italiane, potrebbe pregiudicare le esportazioni di agrumi dall’Italia per questa stagione. Inoltre, all’interno del protocollo firmato, mancherebbe un chiaro riferimento a poter esportare verso la Cina non solo via mare, ma anche via aerea o via treno. La mancanza di questa precisazione potrebbe addirittura comportare la revisione dell’intero protocollo e una sua totale rinegoziazione. Dal momento che le autorità cinesi discutono l’apertura di un protocollo con un determinato paese considerando un unico prodotto alla volta, come settore italiano delle mele abbiamo auspicato una definitiva chiusura del dossier agrumi e l’apertura, nel più breve tempo possibile, di un dossier dedicato alle mele e alle pere. Assomela ha chiesto di trattare, per evitare di dover definire priorità tra mele e pere, i due frutti congiuntamente attraverso un unico dossier: non solo la richiesta è supportata da motivi oggettivi riguardo la stessa natura dei frutti, appartenenti alla famiglia delle rosacee e colpiti dalle medesime patologie, ma anche dal fatto che in passato Assomela ha trattato l’ingresso di mele e pere congiuntamente in alcuni paesi (vd. USA) e che la stessa Cina ha trattato i due frutti insieme nell’elaborazione di alcuni protocolli (vd. Mele e pere dall’Argentina). Come operatori abbiamo dunque colto l’occasione per fare questa proposta direttamente alle autorità cinesi dopo che, nei mesi passati, raccogliendo la nostra richiesta, il Ministero dell’Agricoltura, aveva fatto partire comunicazione ufficiale alla nostra rappresentanza a Pechino.
- La Germania ha chiesto l’apertura di un protocollo per le mele
- La Francia, l’unico paese UE, oltre al Belgio e all’Olanda, ad avere l’accesso al mercato cinese per le
mele, ha chiesto notevoli precisazioni riguardo numerosi prodotti (soprattutto verdura) per i quali il mercato cinese è interdetto.
- Il Belgio con le mele e le pere sta facendo molto bene in Cina, almeno stando a quanto dicono gli operatori (vedi Bel’orta). Gli operatori chiedono di iniziare le negoziazioni per verdura proveniente dal paese.
- L’Olanda chiede l’accesso per altri prodotti, soprattutto vegetables
- La Polonia ha ottenuto l’accesso per le mele al mercato cinese la scorsa estate. Il primo container
dovrebbe arrivare in Cina la terza settimana di novembre. La delegazione polacca all’evento era decisamente numerosa: si è facilmente intuito che il lavoro svolto dei polacchi direttamente in loco con le autorità cinesi è stato decisamente buono. La Polonia era l’unica paese europeo oltre alla Francia ad avere uno stand presso la fiera nell’ambito della quale si è svolta il workshop.
Il Sig. Lepeintre, Capo della Sezione Agricultura presso la Delegazione dell’Unione Europea a Pechino, è intervenuto più volte durante l’incontro. Non solo ha ribadito che l’UE sta lavorando alla revisione della normativa relativa all’importazione, che dovrebbe essere pronta per il 2020, ma ha focalizzato l’attenzione su un tema che sta molto a cuore agli esportatori europei: sebbene ci siano all’interno di un ciascun paese membro determinate specificazioni normative sulla base del tipo di prodotto, le regole generali cui i produttori di frutta e verdura dell’Unione Europea devono sottostare sono le medesime, ma le condizioni di accesso alla Cina per uno medesimo prodotto proveniente da qualsiasi paese UE sono differenti. Questa evidenza, assolutamente ignorata dalle autorità cinesi, è invece ancora più rimarcata quando si pensa che i prodotti cinesi, qualsiasi essi siano, arrivano in tutti i 28 paesi dell’UE dovendo rispettare una unica normativa valida per ognuno degli stati membri.
Un punto di incontro si potrebbe trovare nella definizione da parte delle autorità cinesi di un “protocollo generale” per singolo prodotto con regole comuni a cui i singoli stati membri debbano sottostare. Tali regole poi verrebbero specificate per ogni singolo paese europeo. Si potrebbe sostanzialmente seguire il modello di negoziazione attualmente in atto tra 6 paesi dell’UE e gli USA per l’importazione di mele nel paese.
Tale proposta e, in generale, la necessità di un supporto maggiore ai singoli stati membri nell’apertura di nuovi mercati è stata ribadita durante l’incontro che si è svolto il 31 ottobre presso la delegazione dell’Unione Europea a Pechino presieduta sempre dal Sig. Lepeintre. Alla riunione hanno partecipato tutti gli operatori europei della delegazione e i rispettivi rappresentanti delle ambasciate.
La delegazione italiana ha poi incontrato in ambasciata il Sig. Berti, attaché commerciale e la Sig.ra Danielato, che si occupa della parte pratica relativa alla apertura dei dossier di esportazione. L’incontro è stato decisamente proficuo: il Dott. Berti, insediatosi pochi mesi fa, si è subito mosso per una rapida risoluzione della problematica relativa al dossier di esportazione degli agrumi italiani, in modo poi da dare massima priorità al protocollo sulle mele e le pere. Abbiamo già inviato tutte le informazioni per supportare la nostra richiesta di dossier congiunto e speriamo in un attivo sostegno dell’ambasciata per far valere le nostre ragioni presso le autorità fitosanitarie cinesi.
Per accelerare il processo, si potrebbe anche organizzare una visita di alcuni ispettori AQSIQ nelle zone di produzione di Emilia Romagna e Trentino Alto Adige già per settembre 2017, in modo da poter prevedere sopralluoghi direttamente in campo.