Monday - February 27, 2017 9:35 pm     Article Hits:2518     A+ | a-
Missione “Freshness from Europe”, 12-14 gennaio 2017, Giulia Montanaro e Valentina Giaccherini

Missione Freshness from Europe, 12-14 gennaio 2017, Giulia Montanaro e Valentina Giaccherini 

Pechino, Spazio Italia, Evento 13 Gennaio 2017 

Relatori: 

  •   Enrico Berti, Attaché Commerciale Ambasciata Italiana a Pechino 

  •   Amedeo Scarpa, ICE Pechino 

  •   Alessandra Ravaioli, Comunicazione CSO 

  •   Paolo Lucchi, Sindaco di Cesena 

  •   Renzo Piraccini, Presidente Macfrut 

  •   Luca Braia, Assessore Agricoltura Regione Basilicata 

  •   Ernesto De Martinis, CEO Coface Italia 

  •   Jérome Lepaintre, DG AGRI Pechino 

  •   Li Yan, Deputy Director General of Foreign Economic Cooperation Center of Ministry of Agriculture 

    of China
    Intervengono Giulia Montanaro, Assomela, e Salvo Laudani, Oranfrizer. 

    Apre l’incontro il Dott. Enrico Berti che sottolinea come, sebbene il Made in Italy sia particolarmente apprezzato in Cina, l’alimentare e soprattutto il settore dell’ortofrutta abbiano ancora molto da fare in un mercato con indubbie opportunità per i nostri operatori. Per il settore F&V è necessario sbloccare il capitolo agrumi in tempi rapidi e proseguire con gli altri (mele e pere) il prima possibile. 

    A seguire prende la parola il Dott. Scarpa, che spiega l’importanza della frutta all’interno del tredicesimo piano quinquennale agricolo cinese. A tal proposito rimarca l’importanza della fiera Macfrut come fiera verticale in grado di coinvolgere ogni fase della filiera, dal campo alla vendita e evidenzia l’alleanza strategica con la Cina, scelta come paese partner per l’edizione 2017. ICE e MISE sponsorizzeranno il Macfrut ospitando direttamente una nutrita delegazione di operatori cinesi. Segue proiezione video ICE su eccellenze italiane. https://www.youtube.com/watch?v=XuOTn9OQxKw 

    Ravaioli presenta brevemente il progetto Freshness from Europe” nominando le aziende italiane del mondo dell’ortofrutta partecipanti (tra cui Assomela) e descrivendo le principali attività nell’ambito del programma di promozione. Il budget totale del progetto ammonta a 5,3 milioni di euro in 3 anni e prevede iniziative in Cina, Giappone, Stati Uniti, Canada e EAU. La partecipazione di Assomela all’evento è dovuta proprio alla presentazione di questo progetto e non all’appoggio a Macfrut, i cui vertici conoscono la posizione dell’Associazione in merito. http://www.freshnessfromeurope.eu/ 

    Paolo Lucchi, in qualità di primo cittadino della Città di Cesena, in parte proprietaria di Cesena Fiere e dunque del Macfrut, ribadisce l’importanza del modello integrato del Macfrut che è una fiera verticale che coinvolge tutta la Supply Chain. Il rapporto virtuoso con la Cina, che partecipa con propri operatori alla fiera da ormai 15 anni, deve essere mantenuto e alimentato. 

    Renzo Piraccini presenta le principali caratteristiche della prossima edizione del Macfrut, che negli ultimi due anni ha registrato un forte aumento di interesse, con un +24% di visitatori dall’estero, soprattutto da Nord Africa e Est Europa. Da qui l’importanza di rilanciare la fiera scegliendo una location differente e dandole respiro internazionale. La Cina sarà paese partner e la Basilicata la regione partner, dal momento che la fragola, di cui la regione è primo produttore in Italia, è stata scelta come immagine di rilancio dell’ortofrutta italiana. Il format dell’evento del 2017 è piuttosto innovativo e prevede la realizzazione di side events come Macfrut gourmet, macfrutbio, macfrutincampo, macfrutsolution. 

page1image26440 page1image26600

Mr Li Yan prende la parola a nome del Ministero dell’agricoltura cinese. Mr Li riferisce di una produzione agricola che da carente è diventata abbondante negli ultimi anni. Il tasso di urbanizzazione in crescita comporta la riduzione del numero dei contadini, ma allo stesso tempo genera una maggiore richiesta di prodotti agricoli di qualità. Il Paese rimane, pure per questo, un grande importatore anche di ortofrutta con un tasso di crescita annuo costante. Lo scambio di merce e tecnologie con l’Italia è dunque fondamentale. Il Macfrut ha favorito una maggiore conoscenza dei brand cinesi, un aggiornamento dei prodotti cinesi e conseguentemente della loro qualità e la collaborazione tra le società operanti nel settore. Visti gli effetti positivi sulle aziende cinesi, il Ministero dell’agricoltura della RPC finanzia gli operatori coinvolti. 

Luca Braia è grato per la grande opportunità che è stata data alla regione Basilicata da Macfrut. La Basilicata produce 15 diversi prodotti certificati dall’UE secondo gli schemi di qualità. La fragola ha raggiunto in regione una qualità ed una quantità eccellenti, con la varietà Candonga riconosciuta per le eccellenti caratteristiche organolettiche. Si coltivano inoltre agrumi, kiwi e uva da tavola. Il rapporto della regione con la Cina è già consolidato nel campo manifatturiero e si spera di poter collaborare anche nel settore ortofrutticolo. La presenza al Macfrut servirà anche a questo, tanto che sarà la regione stessa a finanziare le visite degli operatori cinesi che da Rimini vorranno raggiungere la Basilicata e i luoghi di produzione attraverso il progetto “Flight to Basilicata”

Il Sig. Lepeintre, che Assomela aveva già incontrato durante la visita dello scorso novembre, apre il suo intervento sostenendo che il “food” è parte integrante sia della cultura italiana che di quella cinese. Tuttavia l’importanza dell’agroalimentare italiano nel paese non è affatto riconosciuta, tanto che i cinesi sostengono che i migliori chefs al mondo siano tedeschi e americani. Attualmente per approcciare correttamente il mercato è necessario puntare sulla sicurezza alimentare; a tal proposito proprio a partire dal 2017 entrerà in vigore la “new safety law” basata su risk analysis and assessment particolarmente rigidi che complicheranno sicuramente non poco il commercio per gli operatori europei, favorevoli ai rigidi controlli, ma non ad inutili complicazioni burocratiche. Dal 2017 l’health certificate sarà necessario per tutti i prodotti importati nel paese. 

Il dott. De Martinis descrive brevemente il lavoro di Coface, che opera in 67 paesi, tra cui la Cina, con 470 miliardi di rischi garantiti. Per Coface l’Italia è il terzo paese e nell’agrofood garantisce per 6 miliardi di euro. Viene sottolineato il quadro economico rischioso della Cina, alla quale Coface per il 2017 ha ulteriormente abbassato il rating. 

Salvo Laudani presenta brevemente le caratteristiche degli agrumi italiani e ripercorre le tappe che hanno permesso la firma del protocollo di esportazione di questo prodotto nel maggio del 2016. Da allora, tuttavia, AQSIQ ha richiesto ulteriore documentazione tecnica stoppando così l’inizio delle esportazioni, di fatto mai avviate. 

Assomela ribadisce come sia fondamentale chiudere al più presto il dossier agrumi per avviare quello congiunto per mele e pere. Il Ministero italiano ha infatti richiesto che le due specie vengano trattate congiuntamente viste le caratteristiche fitosanitarie dei prodotti e vista l’esistenza di un precedente (vd. Argentina). Si sottolineano la qualità e la sicurezza del prodotto italiano e l’ampia varietà che i produttori italiani potrebbero garantire in modo continuativo al mercato cinese. Resta fondamentale un maggiore attivismo da parte dell’UE per garantire la massima reciprocità al momento delle negoziazioni tra i diversi paesi membri. 

14 Gennaio - Visita al Xin Fadi wholesale market 

Il mercato di Xin Fadi è stato fondato nel 1988 ed è situato nella zona sud di Pechino a 12 chilometri da Piazza Tienanmen in posizione strategica, vicino all’autostrada e alla rete ferroviaria. Attualmente gli operatori sono 1729 per un fatturato diretto di 522 milioni di Euro. Inizialmente il mercato era solamente ortofrutticolo, ora invece è un mercato generale, il secondo al mondo per grandezza dopo Rungis. 

Giornalmente transitano 1200 containers, per 36.000 tons di prodotto. Lo Xin Fadi wholesale market ha una quota di mercato dell’80%

Il mercato ha una sede principale che si estende su un’area di 2kmx3km è organizzato in aree di stoccaggio differenti, non sufficienti però a contenere tutta la merce in arrivo che quindi rimane spesso sui camion fino alla vendita. 

Oltre alla sede di Pechino, il mercato possiede altre 14 basi nel Nord Est del paese e zone di produzione proprie per un totale di 300.000 ettari con lo scopo di raggiungere il controllo dell’intera filiera, anche attraverso l’ammodernamento delle strutture iniziato quest’anno e previsto in completamento entro cinque. Il mercato possiede anche 188 negozi sparsi nel paese e sta rafforzando la propria posizione attraverso le vendite online. 

I prezzi solo in parte vengono determinati dal libero mercato perché influenzati direttamente dallo Stato. 

Il prodotto importato maggiormente presente in mercato è la ciliegia cilena, mentre il paese da cui arriva la più grande quantità di merce è la Tailandia (Dragon Fruit), perché vicina geograficamente. 

Il Vice Direttore Gu Zhaoxue, che ci ha accolto per un breve incontro, ha confermato le nostre sensazioni dopo la visita all’interno del mercato: le mele sono principalmente cinesi o di importazione statunitense e giapponese. Gli americani esportano in particolare dal Washington State Red, Granny e Gala. I calibri sono tendenzialmente grossi. Non è stato possibile verificare i prezzi anche se Zhaoxue ci ha confermato che Pechino, essendo una città ricca, è disposta a pagare cifre molte alte se il prodotto è bello, buono e confezionato con un packaging accattivante. (es. una sola mela giapponese può valere 10 Euro, mentre le ciliegie cinesi possono raggiungere i 40 Euro al chilo). 

In mercato la presenza dei pochi prodotti italiani è limitata al kiwi (Origine con sweeki, Mazzoni, kiwiUno). 

14 Gennaio - Visita supermercato EATOWN 

Il punto vendita è stato inaugurato la mattina stessa. Il reparto ortofrutta occupa un decimo della superficie totale che è di 6.000 mq. Per dare risalto a determinati prodotti, sono state create delle isole espositive con postazioni di assaggio permanenti. L’assortimento è assolutamente ampio, molto curato con un grande spazio dedicato alle mele. Le varietà presenti erano Fuji e Golden cinesi e Red, Granny e Golden di importazione statunitense. Il prodotto è confezionato con cura e con packaging differenti, per alcune varietà l’imballaggio è singolo e direttamente effettuato in negozio (dal momento che spesso la vendita viene fatta al pezzo e non a peso). Il prezzo è generalmente più basso per le varietà locali (2.30Euro/kg per gialla, 1.60 per Fuji), e più alto per le mele di importazione (Red 2,70 Euro/kg, Gala extra fancy e Granny Smith 3,50Euro/kg, varietà rossa commercializzata da azienda USA 7,07 Euro/kg). 

Unico prodotto ortofrutticolo italiano in esposizione era il kiwi giallo di Mazzoni, sebbene il punto vendita avesse al suo interno un corner/ristorante dedicato all’Italia e ai suoi principali prodotti

Le foto sono disponibili per essere scaricate al seguente link: https://we.tl/oONK0KzosG