
| Per chi | Quando | Patologie: Cancro, Colesterolo, Diabete, Salute dei denti | Bibliografia scientifica |
Un vecchio proverbio ci insegna che "una mela al giorno toglie il medico di torno".
Questo insegnamento, derivato dalla tradizione popolare, riceve una conferma scientifica da numerose ricerche relative in particolare a patologie quali cancro, colesterolo, diabete e salute dei denti.
E' doveroso sottolineare che è preferibile, in ogni caso, seguire una dieta equilibrata e variata, ricca di frutta e verdura, secondo la migliore tradizione mediterranea. La mela costituisce parte integrante di tale dieta.
Per i neonati, a partire dai 4 mesi di età (al momento dello svezzamento): il suo gusto dolce è ben apprezzato, e solo molto raramente si sono riscontrati problemi di intolleranza o allergia. Si consiglia di usare frutti ben maturi, sbucciati, e preparati in purea.
Per gli sportivi: il rilevante contenuto di potassio (il cui ruolo nella contrazione muscolare è stato evidenziato sopra) e di acqua (alto potere rinfrescante), oltre che alla presenza di zuccheri immediatamente utilizzabili dall'organismo, rendono la mela perfetta per gli sportivi. Senza dimenticare la sua praticità: facile da portare con sé nella borsa e facile da consumare in qualunque momento!
Per i bambini: proprio per la sua praticità, la mela è la merenda ideale da mettere nella cartella dei bambini; inoltre, un frutto medio ha le dimensioni ideali di una "porzione" adatta ai bambini di frutta o verdura.
Per le persone anziane: si tratta di un frutto conosciuto, ben tollerato dal sistema digestivo. La mela ha inoltre un effetto benefico riconosciuto su numerose patologie (vedi oltre) come diabete e ipercolesterolemia, che colpiscono, in particolare, gli anziani.
Le persone con problemi del transito intestinale: questo frutto è benefico sia per chi soffre di stitichezza (nel qual caso si consiglia il consumo della mela intera e non sbucciata), sia per chi, al contrario, soffre di diarrea (in questo caso, è consigliato il consumo di polpa di mela grattugiata).
La mela, quando? Torna su
A partire dallo svezzamento, la mela può essere consumata quotidianamente, fino a 4 frutti al giorno! Complemento ideale della colazione mattutina, in forma intera o di succo, e conclusione tradizionale e leggera di un pasto elaborato, la mela costituisce uno snack o una merenda ideale, che sazia senza appesantire, è facile da conservare e trasportare, ha un costo moderato ed è disponibile per gran parte dell'anno.
La mela può essere conservata a temperatura ambiente in inverno e in frigorifero (reparto frutta e verdura) in estate; se si sbuccia, si avrà cura di effettuare questa operazione all'ultimo momento per limitare le perdite di vitamine e per non lasciarla annerire (un po' di succo di limone, comunque, previene l'ossidazione: utile per preparare la macedonia!).
Patologie su cui agisce la mela Torna su
1. Mele e cancro Torna su
Il cancro è la principale causa di decessi negli adulti. E' responsabile di quattro decessi su dieci nella fascia di età 35-64 anni e di due su dieci tra le persone di età superiore ai 65 anni. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di cancro dei polmoni o della prostata per gli uomini e di cancro del seno e dei polmoni per le donne.
Un fattore determinante: l'alimentazione
Le abitudini alimentari (compreso il consumo di bevande alcoliche) hanno un ruolo importante nella formazione, ma anche nella prevenzione, di vari tumori frequenti nell'uomo e nella donna, come quelli alle vie digestive, alla cavità orale, all'intestino retto o al seno.
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Mutamento dell'incidenza di alcuni tumori in seguito a modifiche alimentari |
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| ORGANO | AZIONE | RIDUZIONE POTENZIALE D'INCIDENZA |
| Orofaringe, esofago, laringe |
(riduz
tabagismo) riduz. alcol, aumento consumo frutta e verdura |
86% |
| Stomaco | riduz.
nitriti e alimenti salati, aumento consumo frutta e verdura |
74% |
| Colon e retto | riduz.
grassi, aumento consumo frutta e verdura |
79% |
| Seno | riduz.
grassi, aumento consumo frutta e verdura, riduz. obesità |
75% |
| Endometrio | riduz. obesità | 82% |
| Ovaie | riduzione grasso | 60% |
| Prostata | riduzione grasso | 81% |
| Rene | (riduz.
tabagismo) riduz. grassi |
98% |
| Polmone | (riduz.
tabagismo) riduz. grasso aumento consumo frutta e verdura |
76% |
| Pancreas | (riduz.
tabagismo) riduz. apporto calorico totale e del colesterolo alimentare aumento consumo frutta e verdura |
70% |
| Fegato | riduzione alcol | ? |
I dati della
letteratura scientifica relativi alla relazione tra alimentazione e cancro
mostrano in modo chiaro che i fattori alimentari possono intervenire in tutte le
fasi del processo di cancerogenesi, precoci o tardive, così come sull'insieme
dei meccanismi implicati. Anche se, allo stato attuale delle conoscenze,
numerose questioni restano ancora aperte, esiste tuttavia un consenso
internazionale su vari punti:
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Correlazione tra la natura degli alimenti e i fattori di rischio di cancro |
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| ALIMENTI | RISCHIO ACCRESCIUTO | RISCHIO RIDOTTO |
| Carne rossa, Sale e alimenti salati |
colon-retto stomaco |
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| Bevende alcoliche | bocca, lingua, faringe, laringe, esofago, fegato, colon, seno |
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| Frutta, Verdura | polmone, laringe, orofaringe, esofago, colon-retto, pancreas |
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L'esame globale degli
studi epidemiologici permette di concludere che una alimentazione ricca di
prodotti vegetali offre una protezione contro l'incidenza di una serie di
tumori. Le conclusioni sono però meno chiare quando si esamina la relazione tra
un gruppo di alimenti e un alimento.
Per quanto riguarda l'effetto della mela sulla cancerogenesi, sono disponibili
soltanto pochi studi.
Soltanto cinque studi caso-controllo hanno esaminato l'eventuale ruolo
protettore del consumo di mele nei confronti di certi tipi di tumore.
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Cancro e consumo di mele - studi di casi concreti |
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| PAESE | ANNO,AUTORE | TIPO TUMORE | RISCHIO RELATIVO |
| Iran | Cook. Mozaffari(1979) | esofago | - |
| Italia | La Vecchia (1979) |
stomaco | o |
| Italia | La Vecchia (1998) |
colon,retto | o (colon) + retto |
| Belgio | Tuyns (1998) |
colon,retto | - |
| Svezia | Hansson e al. (1993) |
stomaco | - |
| -
rischio relativo significativamente ridotto
(tra 0,2 e 0,8) o assenza d'associazione, risultato non significativo + rischio relativo significativamente aumentato |
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Tre studi su cinque hanno
evidenziato un calo del rischio in seguito all'assunzione di mele; uno dei due
studi italiani, invece, non mostra nessuna associazione, e l'altro addirittura
un effetto promotore. Ciò può essere dovuto a differenze nella metodologia
(epidemiologica o nutrizionale) applicata, nell'analisi statistica utilizzata o
nella scelta dei controlli.
Non è chiaramente possibile, allo stato attuale di conoscenza, trarre
conclusioni obiettive sull'influenza delle mele sulla cancerogenesi.
Conclusioni generali
L'analisi dell'insieme della
letteratura disponibile relativa all'effetto delle mele sulla salute mostra che
il consumo di mele ha un'azione benefica
| certa | sulla colesterolomia sulla glicemia diabetica |
| possibile | sulla comparsa di certi tipi di tumore |
2.
Mele e colesterolo
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Negli animali da laboratorio
La maggior parte degli
esperimenti effettuati sugli animali per studiare l'effetto delle mele sulla
colesterolemia sono stati condotti prendendo come modello il criceto dorato; è
stata scelta questa specie poiché in essa il metabolismo del colesterolo
presenta una gran similitudine con quello dell'uomo (3,4).
Sablé-Amplis e Sicart (5) hanno selezionato in laboratorio una razza di
criceti, chiamati criceti FEC (Fegato a Esteri di Colesterolo), che presenta la
particolarità di accumulare spontaneamente, invecchiando, colesterolo nel
sangue e nel fegato. Confrontati con controlli nutriti con alimenti standard, si
è visto che soltanto i piccoli criceti FEC che mangiano anche mele ad libitum a
partire dallo svezzamento, non sviluppano ipercolesterolemia (6). Il tasso di
colesterolo nel sangue di questi animali adulti indica un livello vicino a
quello esistente nei criceti convenzionali, detti "normali".
Il consumo di mele fa diminuire anche la colesterolemia dei criceti
convenzionali allevati nelle stesse condizioni, ma l'effetto di questo
abbassamento è meno evidente (calo del 20%).
Quando si aggiungono mele alla dieta di animali che presentano una situazione di
ipercolesterolemia, si può osservare, infatti, un calo significativo della
colesterolemia dopo circa 4 settimane. Questa dieta provoca anche un calo del
colesterolo esterificato epatico. Nel ceppo "normale" i valori passano
da 177 a 53 mg, mentre nei criceti del ceppo FEC si passa da 2158 a 177 mg/100
g.
Il consumo di mele previene anche l'ipercolesterolemia di origine esogena. Per
esempio, se i criceti sono sottoposti a una dieta ricca di colesterolo (0,1%),
manifestano rapidamente un aumento del tasso di colesterolo nel sangue,
accentuato nel caso del criceto FEC. Se questa dieta viene accompagnata da mele,
questa reazione si attenua notevolmente. Le stesse constatazioni sono state
fatte su cavie o conigli (7) sottoposti a dieta ipercolesterolemizzante: in
questi casi, l'associazione di mele a una dieta ricca di lipidi attenua o
ritarda la reazione degli animali al regime dietetico.
Nell'uomo
Diversi autori hanno
segnalato una diminuzione della colesterolemia nei soggetti che associano il
consumo di mele alla loro dieta alimentare abituale in diverse condizioni.
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Effetti delle mele sul tasso di colesterolo del sangue: studi realizzati sull'uomo |
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| Autore | N. INDIVIDUI | Quantità consumata |
Durata esperienza |
Effetto sulla colesterolemia |
| Girault e al. (1997) (8) |
235 | 3mele/gg (a morsi) |
2 mesi | +(-5,1%) |
| Gormeley e al. (1997) (8) |
76 | 2mele/gg (a morsi) |
4 mesi | +(-8,1%) |
| Jenkins e al. (1979)(10) |
6 | 20gr/gg (fibra) |
3 sett. | +(-7%) |
| Sablè-Amplis e al. (1983) (11) |
30 | 3 g/gg (a morsi) |
1 mese | +(-10%) |
3.
Diabete
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Sette studi hanno esaminato
l'influenza del consumo di mele sull'aumento glicemico post-prandiale nei
diabetici non insulino-dipendenti.
|
Mela ed effetto glicemico: studi nei diabetici non insulino-dipendenti |
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| AUTORE, ANNO | N. Pasti | SOGGETTE |
| Asp e al. (1981)(1) | 8 | Pane completo (78g)+mele
intere(100g), ossia 8,4g di fibre alimentari o pane bianco(75g)+succo di mela (100g) ossia 3.1g di fibre alimentari |
| Ionescu e al. (1983)(1) | 8 | 180g di mele+idrato di
carbonio raffinato 25g(glucosio o fruttosio o lattosio)+pane 50g (o patate 125g o riso bianco 125g o carote crude260g o miele 30g) |
| Parson(1984)(3) | 5 | cereali+succo di mela
(o mele) per un totale di 18g di fibre alimentari |
| Katsilambros e al. (1985)(4) | 10 | mele sbucciate (300g)+ mele non sbucciate(300g) |
| Gannon (1986)(5) | 7 | glucosio+succo di mela (o mele intere) per un tot. di 50 idrati di carbonio |
| Gregesen e al (1991)(6) | 8 | 277 di mela |
| Lunetta e al. (1994)(7) | 7 | pane (30g)+mele (225g)
o pane+mele (450g) |
4. Salute dei denti Torna su
Il consumo di mela migliora la salute delle gengive. Ciò è dovuto alla polpa soda del frutto che stimola i tessuti orali durante la masticazione, nonché all'aumento della secrezione salivare dovuto all'acidità del frutto.
Un consumo regolare e senza eccessi di mele, quindi, può essere benefico alla salute dei denti.